Suonava sempre la sera nella piazza isolata della città la musica era la stessa il cappello per terra davanti a lui le luci accese il buio della sera e gli ornamenti delle case antiche e quel lampione sempre il solito lui un semplice contadino di periferia di giorno e nella sua cascina con gli animali le piante e i frutti della terra era conosciuto in città come un uomo solitario viveva da solo aveva queste passioni la cascina e la sua musica i suoi genitori vivevano lontano non aveva fratelli ne sorelle parlava però qualche volta quando passava con una vecchietta che gli portava dei doni e ascoltava in silenzio la sua musica le uniche parole che si scambiavano erano …“grazie come stai ti serve qualcosa”… un giorno il suonatore di fisarmonica non arriva in piazza e la vecchietta è preoccupata vorrebbe andare alla sua cascina ma non sa dove si trova allora chiede un passaggio ad un suo amico per girare le poche cascine del paese disperata e preoccupata alla fine arriva nella cascina giusta e si avvicina bussa alla porta ed entra ma il contadino non è in casa cerca nella stalla nel fienile in cantina insomma ovunque ma senza trovarlo chiede al suo amico se conosce qualcuno che può aiutarla nelle ricerche tornano in città da un amico che conosce tutti i rifugi partono nel frattempo una amica della vecchietta dice di averlo visto tornare verso casa con delle valige e delle persone allora tornano alla cascina e lui era già arrivato era andato alla stazione del paese per prendere mamma e papà che sollievo dice la vecchietta sono felice che tutto va bene il suonatore di fisarmonica dice …” La mia musica non vi lascerà mai stasera la mia fisarmonica si è fermata ma nei prossimi giorni proseguirà per sempre”… sono felici ed il suonatore suona solo per loro una musica da favola e si esprime dicendo …” La vita va assaggiata poco alla volta e quel poco è umile e sincero abbiate cura dei vostri giorni “… e la sua storia va avanti all’infinito e ogni sera è sotto al lampione suonando la sua fisarmonica.
Una storia che poteva durare di più ma voglio lasciarvi nell‘immaginazione .del suo futuro.
Claudia

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